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VENETO SISTEMI: Come realizziamo un progetto di vita

 

Dalla progettazione alla realizzazione, ciascun immobile da noi creato custodisce una storia tra le sue fondamenta. Un passato che ha scalato sogni, abbracciato prospettive, e che ha contrapposto difficoltà e tenacia, competenza e ascolto, per coltivare e crescere veri e propri progetti di vita.
Accompagnare passo dopo passo la costruzione dell’universo personale di ciascuno dei nostri clienti ci permette di crescere insieme ad essi, perché ogni storia è differente ed ha sempre qualcosa da insegnare. Ed è per questo che vogliamo ora raccontare l’esperienza condivisa con Francesco e sua moglie, che si sono rivolti a noi nel 2017 portando in azienda un bagaglio di prospettive per il futuro: hanno varcato la soglia di Veneto Sistemi con un paio di fotografie in mano e la speranza di veder realizzare la casa giusta per poter crescere il figlio di 5 anni.

“In quelle fotografie erano raffigurati alcuni immobili da sogno: dallo stile moderno ma con dei tocchi rustici per mantenere il legame con l’ambiente di campagna circostante, come le travi in legno sul soffitto. Avevamo le idee chiare, ma anche bisogno di aiuto nell’organizzare e saper gestire i lavori.”

Le loro necessità non erano certo da sottovalutare: lasciatosi alle spalle un primo appartamento di appena 58mq, troppo piccolo per rispondere concretamente alle nuove esigenze familiari dopo la nascita del figlio, l’intera famiglia si era trasferita momentaneamente in affitto, nell’attesa di un’abitazione singola.

“Vivere in appartamento era insostenibile. Dovevo trovare con urgenza una soluzione nuova, più spaziosa e adatta a sistemare la mia famiglia, nel più breve tempo possibile.”

Ad accoglierlo sono stati i nostri due architetti che, annotando gusti ed obiettivi, hanno fornito consigli pratici ed estetici sull’immobile da costruire, con una progettazione mirata. In una sola settimana la prima bozza del progetto ed il preventivo definitivo, pianificato per economizzare e ridurre i costi veri, erano pronti.
Per porre delle basi concrete all’intera attività di consulenza, gli architetti hanno messo a disposizione le loro competenze anche per accompagnare Francesco alla compravendita del terreno per la costruzione della nuova casa, assecondando il suo desiderio di rimanere nel paese natale, Castelfranco Veneto, fra le cui campagne era cresciuto.
Il luogo prescelto richiedeva la demolizione di un vecchio casale preesistente, di cui abbiamo gestito la parte burocratica prendendoci carico della situazione: una volta risolta, con i tempi tecnici che richiede, ci ha permesso dunque di dare il via ai lavori.

 

IL CANTIERE

Da quel momento per noi è cominciata la parte divertente: una volta demolito il vecchio casale e smaltito i materiali pericolosi in 2 giorni, con i nostri collaboratori abbiamo preparato la platea e le fondazioni su cui è stata predisposta anche l’impiantistica.

“Mi sono reso utile occupandomi dell’isolamento della mia futura casa, su cui è sorto l’impianto a pavimento. In questo modo ho risparmiato dei fondi che ho potuto reinvestire in altri dettagli del progetto: mio figlio assisteva alle fasi di costruzione dei lavori e questo mi dava l’energia giusta.”

In modo rapido abbiamo richiesto ai nostri fornitori le pareti in acciaio, che in una sola settimana sono state assemblate, per comporre la struttura primaria dell’edificio. Grazie al sistema di costruzione a secco, è possibile infatti abbattere le tempistiche di costruzione degli immobili, usufruire di costi agevolati, guadagnare molto spazio ed ottenere uno stabile di ultima generazione, con classi energetiche molto elevate e una tecnologia moderna.
Tre le persone che si sono dedicate a completare l’intera struttura in soli tre mesi: lavorando in completa autonomia, hanno ottimizzato qualità e costi. Il nostro progettista e l’architetto hanno coordinato e monitorato con costanza lo sviluppo dei lavori, permettendoci di proseguire velocemente con la messa a punto degli impianti interni e il fotovoltaico sul tetto.
Per Veneto Sistemi l’impiantistica è una firma: l’attenzione ai dettagli è stata fondamentale in ogni aspetto, dall’impianto idrico al sanitario, dalla videosorveglianza alla climatizzazione. Nove professionisti con competenze specifiche hanno preso parte al piano di lavoro per elaborare assieme ai progettisti una casa rifinita nei particolari, predisposta per essere autosufficiente, senza l’impiego di gas, per produrre, consumare e immagazzinare energia.

 

 

LA CONSEGNA

In meno di 6 mesi abbiamo consegnato a Francesco una casa di 178 mq completa di tutto, antisismica, efficiente e in classe energetica A4, fornita di pacchetti di manutenzione e tutta la documentazione tecnica. Una dimora che ha richiesto costi controllati ed è proiettata al futuro.

“Sono stato guidato alla scelta di materiali di ottima qualità ed ora la mia famiglia vive in un ambiente di vero comfort, luminoso e sicuro, oltre che a risparmio energetico. Ho potuto realizzare anche un soppalco come spazio giochi per mio figlio.”

È stato un percorso di crescita anche per noi: grazie al confronto avuto durante questa esperienza abbiamo ideato quattro modelli di edificio già pianificati nei dettagli, dallo stile rustico o moderno, differenti nelle finiture esterne e nei metri quadri interni, che oggi riproponiamo ai nostri clienti per ottimizzare le tempistiche e ridurre i costi.
Terminiamo con una curiosità: Ricordate il vecchio casale che abbiamo dovuto demolire? Il macinato ricavato compone ora il vialetto di accesso alla casa di Francesco, come per condurre la famiglia ad una nuova vita!

 

 

Il mercato spinge per la mobilità elettrica

La CIVES,  Commissione del Comitato Elettrotecnico Italiana accoglie con soddisfazione i recenti annunci di iniziative a favore di una più decisa diffusione della mobilità elettrica, collocate anche in Italia in un quadro organico di provvedimenti.

La loro attuazione sarà il punto di arrivo dell’insistente azione di stimolo verso le istituzioni che CEI-CIVES esercita nel suo ruolo di Sezione Italiana dell’European Association for E-Mobility (AVERE), istituita dalla Commissione CEE nel 1978.  Un trentennale  percorso di informazione e di proposte che dà finalmente i suoi frutti.

La presenza entro CEI-CIVES dell’intero mondo del settore (dall’offerta alla domanda e alle istituzioni) ha permesso all’associazione di produrre in questo lungo periodo contributi propositivi di carattere scientifico e legislativo, oltre che di comunicazione, mantenendo sempre un ruolo super partes a tutto vantaggio della collettività.

A questo ruolo si aggiunge oggi, nel contesto dell’AVERE, il ruolo di Osservatorio sullo sviluppo della E-Mobility in Europa, con la finalità di costituire una banca dati di riferimento utile alle politiche per la mobilità sostenibile.

Infine, la collocazione della CIVES nel Comitato Elettrotecnico Italiano, l’ente istituzionalmente preposto alla formulazione della normativa in campo elettrico, garantisce una corretta e aggiornata informazione sugli aspetti normativi, che nel contesto degli interscambi impliciti nel mondo della mobilità rivestono una crescente importanza.

Quattro nuove norme in materia di efficienza energetica

La Norma CEI UNI EN 16325 (CEI 315-9) “Garanzie d’origine dell’energia – Garanzie d’origine dell’elettricità” specifica i requisiti per le garanzie d’origine dell’elettricità da tutte le fonti energetiche e ne stabilisce la terminologia e le definizioni, i requisiti per la registrazione, l’emanazione, il trasferimento e la cancellazione in linea con quanto indicato dalle direttive 2009/28/CE (Fonti rinnovabili – RED), 2012/27/CE (Efficienza energetica – EED) e 2009/72/CE (Mercato interno dell’elettricità – IEM). La norma definisce inoltre i metodi di misurazione e le procedure di audit. Il contenuto della norma può, con gli opportuni adattamenti, essere applicato per esempio al riscaldamento, al raffrescamento, o al gas (incluso il biogas).

La Norma CEI UNI EN 16247-5 (CEI 315-13) “Diagnosi energetiche – Parte 5: Competenze dell’auditor energetico” definisce i requisiti di competenza di un auditor energetico e può essere utilizzata per definire schemi nazionali di qualificazione della figura dell’auditor energetico, oppure dalle organizzazioni al fine di nominare un auditor energetico competente, o infine per assicurare, applicandola insieme alle altre Parti della serie EN 16247, un processo di diagnosi energetica di buona qualità. Tale norma stabilisce inoltre che tutte le competenze richieste possono far capo a un unico auditor energetico oppure ad un gruppo di auditor energetici.

La Norma CEI UNI EN ISO/IEC 13273-1 (CEI 315-14) “Efficienza energetica e fonti energetiche rinnovabili – Terminologia internazionale comune – Parte 1: Efficienza energetica” intende fornire supporto alle attività relative all’energia e all’efficienza energetica. I termini indicati sono stati selezionati in funzione della loro importanza e valenza trasversale. Tale norma si focalizza sui principi fondamentali e sui concetti della terminologia per l’efficienza energetica e la gestione dell’energia che sono di interesse per un elevato numero di Comitati Tecnici con lo scopo di migliorare la coerenza dei termini energetici.

La Norma CEI UNI EN ISO/IEC 13273-2 (CEI 315-15) “Efficienza energetica e fonti energetiche rinnovabili – Parte 2: fonti energetiche rinnovabili” intende fornire supporto alle attività relative all’energia e alle fonti energetiche rinnovabili. La norma tratta concetti che appartengono al campo generale dell’energia e, all’interno di questo, ai concetti trasversali nel settore delle fonti energetiche rinnovabili.

Le Norme CEI del CT 315 sono disponibili presso tutti i punti vendita CEI e CEI Webstore per l’acquisto online, sia in versione cartacea sia elettronica.  Le norme sono pubblicate in lingua inglese, eccetto la Norma CEI UNI EN 16247-5 (CEI 315-13) che presenta il testo bilingue (inglese-italiano).

Pannello fotovoltaico al grafene protagonista a Technology Hub

Il team di ricerca coadiuvato da Francesco Bonaccorso dei Graphene Labs dell’Istituto Italiano di Tecnologia e da Aldo Di Carlo del Polo Solare Organico Regione Lazio (CHOSE) dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, ha recentemente pubblicato sulla rivista internazionale Nanoscale uno studio che apre la strada allo sviluppo di nuovi pannelli fotovoltaici al grafene, semitrasparenti, colorati e a basso costo.

Sarà così possibile rendere finestre ed altre superfici esposte alla luce solare intelligenti, in grado cioè di produrre energia pulita dalla radiazione luminosa senza bloccarne il percorso, come invece avviene con le celle fotovoltaiche tradizionali.

I ricercatori IIT-CHOSE hanno realizzato un modulo solare al grafene di circa 50 centimetri quadrati, il più grande mai realizzato con questo nuovo materiale, basato sulla tecnologia dye-sensitized solar cell (DSSC), che sarà possibile vedere dal vivo durante la prossima edizione di Technology Hub (fieramilanocity, 7-9 giugno).
La DSSC è una tecnica sulla quale sia gruppi di ricerca sia aziende nel mondo stanno investendo risorse per il suo sviluppo e ottimizzazione.

technology-hub

In questo studio il platino, normalmente presente in questa tipologia di moduli fotovoltaici, è stato interamente sostituito dal grafene, con un abbattimento del costo di circa diecimila volte. Inoltre il grafene, in forma di inchiostro, è stato applicato al pannello mediante deposizione spray, metodologia facilmente scalabile anche a livello industriale.

Questo è il primo prototipo di pannello solare che usa grafene per ridurre i costi mantenendo rese energetiche confrontabili con la tecnologia tradizionale, basata sul platino.

Si prevede che, con qualche ulteriore modifica, si possa aumentare notevolmente la resa energetica pur mantenendo i costi molto ridotti.
Nel prototipo sviluppato, infatti, l’elettrolita usato (iodo- ioduro) è quello ideale per il platino ma non per il grafene, con la sostituzione di un elettrolita adeguato le performance energetiche migliorerebbero drasticamente.

“Stiamo sviluppando un modulo fotovoltaico costruito ad hoc per il grafene che sarà semitrasparente e più economico dei pannelli fotovoltaici attualmente in commercio” racconta Francesco Bonaccorso, “la forza del nostro lavoro è la facilità di scalabilità a livello industriale e la semplicità con cui il grafene in forma di inchiostro può inserirsi in contesti industriali già esistenti, senza significativi investimenti in macchine o infrastrutture” conclude il ricercatore IIT responsabile dello studio.

“La sostituzione del platino è anche necessaria per la stabilità del pannello” commenta Aldo Di Carlo, “a lungo andare il platino può corrodersi e indurre una decomposizione dell’elettrolita, problemi che vengono risolti con l’utilizzo del grafene”.

Le tecniche di produzione dei pannelli al grafene si potrebbero già facilmente implementare industrialmente senza modificare sostanzialmente le linee produttive. Inoltre recentemente è stata fondata BeDimensional la startup che vede tra i soci fondatori anche Francesco Bonaccorso e produrrà in quantità elevate inchiostro al grafene destinato alle imprese.

Sarà così presto possibile usufruire delle molteplici caratteristiche di questo nuovo materiale – conduttività termica ed elettrica, flessibilità, resistenza, trasparenza – non solo nel settore del fotovoltaico ma anche in numerosi altri settori di applicazione.

Questa tecnologia è stata sviluppata nell’ambito della Graphene Flagship, il progetto bandiera in cui la Comunità Europea ha investito 1 miliardo di euro per 10 anni e in cui i Graphene Labs dell’IIT di Genova e il CHOSE dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” giocano un ruolo di primo piano, trasformando studi di base e applicati sul grafene in tecnologie presto disponibili sul mercato.

Proprio a Genova, si terrà “Graphene 2016” la conferenza scientifica mondiale di riferimento per il grafene e per altri materiali bidimensionali, organizzata da Francesco Bonaccorso. I maggiori esperti a livello internazionale si incontreranno per discutere il presente e il futuro del materiale più sottile al mondo e delle sue molteplici applicazioni.

All’incontro prenderanno parte anche grosse realtà industriali interessate allo sviluppo di nuovi prodotti che possano sfruttare le caratteristiche uniche del grafene e di altri materiali innovativi.
Tra i numerosi partecipanti di fama mondiale presenti alla conferenza, Mildred Dresselhaus, classe 1930, Professoressa emerita al MIT (Massachusetts Institute of Technology, USA) conosciuta come “Queen of Carbon Science” la regina della scienza del carbonio e Vittorio Pellegrini Direttore dei Graphene Labs dell’IIT e recentemente nominato presidente del Comitato Esecutivo della Flagship Grafene.